Il Chiostro Grande della Certosa di San Lorenzo a Padula
Il Chiostro Grande della Certosa di San Lorenzo a Padula. Foto: Lucamato · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Tra le gite di giornata che si possono fare partendo dal Cilento, quella alla Certosa di San Lorenzo a Padula è una delle più ricche. Il monastero si trova nel Vallo di Diano, l'ampia valle interna della provincia di Salerno ai confini con la Basilicata, a circa 105 km da Giungano. Serve un po' di strada in auto, ma l'arrivo davanti al complesso ripaga il viaggio.

Un patrimonio dell'umanità

Nel 1998 l'UNESCO ha iscritto nella lista del patrimonio mondiale il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano insieme ai siti archeologici di Paestum e Velia e alla Certosa di Padula. È un riconoscimento che lega in un unico racconto la Magna Grecia della costa e la storia monastica dell'entroterra. La Certosa è la più grande d'Italia e tra le più vaste d'Europa: il complesso si estende per circa 51.500 metri quadrati, una misura che si comprende davvero solo camminando tra i suoi cortili.

Sette secoli di storia

La Certosa fu fondata nel 1306 da Tommaso Sanseverino, conte di Marsico, e dedicata a san Lorenzo. I lavori proseguirono per secoli: l'aspetto che vediamo oggi è in gran parte frutto dei rifacimenti di età barocca. I monaci certosini vi vissero seguendo una regola fatta di silenzio, preghiera e lavoro, e il monastero era anche un centro agricolo, dove si producevano vino, olio, frutta e ortaggi. Tra le vicende legate al complesso, la più raccontata riguarda Carlo V: secondo la tradizione, nell'agosto del 1535, di ritorno dalla spedizione di Tunisi, l'imperatore sostò alla Certosa con il suo seguito e i monaci, per rispettare la regola che vietava la carne, prepararono una frittata di mille uova. Ogni anno, in estate, Padula ricorda l'episodio con una rievocazione storica: per date e programma conviene consultare i canali ufficiali del Comune.

Cosa vedere nella Certosa

La visita si snoda tra ambienti molto diversi. Dopo la corte esterna, dove si svolgevano le attività pratiche del monastero, si entra nella chiesa, che conserva i cori lignei intagliati e intarsiati del primo Cinquecento, e negli spazi raccolti dei chiostri minori. La vera sorpresa è il chiostro grande: uno dei più vasti d'Europa, circondato da un porticato su due livelli, con al centro una fontana in pietra. Tutto intorno si affacciano le celle dei monaci, vere e proprie piccole abitazioni ciascuna con il proprio giardino, dove la vita del certosino si svolgeva in solitudine. Il livello superiore del porticato, invece, era riservato alle passeggiate settimanali che i monaci compivano quando uscivano dalla clausura.Meritano attenzione anche lo scalone ellittico a doppia rampa che collega i due livelli del chiostro grande, la scala a chiocciola in pietra che sale alla biblioteca e la grande cucina, legata alla leggenda della frittata.

All'interno del complesso ha sede anche il Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale, con reperti provenienti dalle necropoli e dagli insediamenti antichi del Vallo di Diano: una sezione che aggiunge alla visita un capitolo di storia più antica, utile per capire quanto questa valle sia stata abitata fin da tempi remoti.

Come organizzare la gita

Partendo da Giungano conviene muoversi al mattino presto, in auto, per avere a disposizione diverse ore: la Certosa è grande e una visita attenta richiede tempo. Portate scarpe comode e, nei mesi freddi, qualcosa di pesante, perché gli ambienti in pietra restano freschi. Orari di apertura, biglietti e visite guidate vanno verificati sui canali ufficiali prima della partenza. Dopo la visita potete fare due passi nel paese di Padula, disposto sulla collina che domina il monastero, oppure rientrare con calma attraverso la valle.

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